Responsabilità amministrativa degli enti

Compliance 231: scatta l’allerta per la filiera agroalimentare.

Il Legislatore, con il disegno di legge approvato in via definitiva dalla Camera dei deputati il 15 aprile 2026 (“Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani”) di cui si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ha introdotto nell’ordinamento nuove fattispecie a tutela del patrimonio agroalimentare, ampliando il catalogo dei reati presupposto ex D.Lgs. 231/2001 e confermando la centralità dei controlli sulla filiera in materia di compliance.

È attesa la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della riforma dei reati agroalimentari, che introduce un significativo aggiornamento del sistema penale a tutela della filiera, con impatti diretti anche sulla responsabilità degli enti.

La riforma si inserisce in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza alimentare, alla trasparenza delle filiere e alla tutela del consumatore, rafforzando gli strumenti repressivi e ampliando l’area del penalmente rilevante: sul piano sostanziale, il Legislatore è intervenuto con una revisione organica delle fattispecie penali tradizionali, introducendo nuove ipotesi di reato e rafforzando quelle esistenti.

Tra gli elementi più rilevanti: i) l’ampliamento delle condotte punibili che comprendono, oggi, anche comportamenti che incidono sulla genuinità, qualità e tracciabilità degli alimenti, pur in assenza di un danno immediato per la salute pubblica; ii) una maggiore attenzione alla filiera, con la responsabilità penale che si estende a tutte le sue fasi (produzione, trasformazione, distribuzione); iii) l’inasprimento sanzionatorio con l’aumento delle pene e un maggiore ricorso a misure accessorie (interdizioni, confische); iv) la valorizzazione del rischio grazie all’anticipazione – per talune ipotesi – della soglia di tutela penale, estesa anche a condotte (solo) potenzialmente pericolose.

Particolarmente rilevante è, poi, l’estensione del catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli Enti ai nuovi illeciti agroalimentari: le imprese del settore – comprese quelle operanti nelle filiere connesse (logistica, distribuzione, packaging) – potranno essere chiamate a rispondere per illeciti commessi nel loro interesse o vantaggio, con applicazione di sanzioni pecuniarie rilevanti, misure interdittive e confisca dei profitti.

Si tratta di un passaggio cruciale: la compliance agroalimentare non è più solo un tema amministrativo o reputazionale, ma assume una diretta rilevanza penale per l’Ente, che porta con sé l’esigenza di un aggiornamento dei presidi organizzativi, compresi la mappatura dei rischi e l’adozione dei protocolli 231, ma ancor più nel dettaglio un’attenzione crescente alla tracciabilità e al controllo della filiera attraverso il rafforzamento dei sistemi di verifica sui fornitori, sulle materie prime e sui processi produttivi e l’integrazione della compliance penale con sistemi già esistenti (es. HACCP) .

Per le imprese (anche di piccole dimensioni) il messaggio del Legislatore è quindi chiaro: la gestione del rischio agroalimentare richiede oggi un approccio strutturato e integrato, pena l’esposizione non solo a sanzioni amministrative, ma anche a responsabilità “penale” diretta dell’ente.

(DDL approvato in data 15 aprile 2026)