Il Decreto introduce interventi organici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con rilevanti ricadute penali. Le aziende dovranno aggiornare la valutazione dei rischi, le procedure di appalto/subappalto e i Modelli 231, in considerazione delle nuove aree di responsabilità derivanti dal D.Lgs. 81/2008
Il Decreto Legge n. 159/2025, vigente dal 31 ottobre 2025, ha introdotto un insieme di misure che rafforzano in modo significativo il sistema di tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Si tratta di un intervento normativo che risponde a un’esigenza concreta: ridurre gli infortuni, migliorare la qualità dei controlli e garantire maggiore tracciabilità e responsabilità nelle filiere produttive e nei cantieri. Per le aziende, l’adeguamento non è solo un adempimento formale, ma un passaggio necessario per operare in conformità alla legge e per evitare sanzioni, sospensioni o limitazioni operative.
Il decreto interviene su diversi aspetti “chiave” nell’ottica della prevenzione degli infortuni e della tracciabilità delle misure, a cominciare dall’identificazione e dal controllo degli accessi, con l’introduzione del badge digitale di cantiere, per tutti i lavoratori che operano in appalto o subappalto. Questo sistema consente una tracciabilità immediata delle presenze e dello stato formativo degli addetti, riducendo il rischio di irregolarità e responsabilità solidali per il committente. Ogni azienda che opera in cantiere dovrà quindi dotarsi di strumenti adeguati e aggiornare le proprie procedure di verifica.
Un secondo elemento riguarda la cd. “patente a crediti”, divenuto requisito essenziale per le imprese e i lavoratori autonomi nei cantieri temporanei o mobili: il D.L. n. 159/2025 introduce regole più stringenti per il conseguimento di crediti e stabilisce conseguenze immediate in caso di perdita degli stessi, fino all’estrema ratio dell’interdizione dall’attività. Le aziende devono quindi adottare comportamenti coerenti con la prevenzione degli infortuni e mantenere documentazione perfettamente in ordine, perché ogni violazione può incidere direttamente sulla continuità operativa.
Il decreto rafforza anche l’obbligo di formazione, rendendo più severi i requisiti dei corsi e la loro tracciabilità, la cui documentazione deve correttamente aggiornata, e resa verificabile attraverso la registrazione digitale nel fascicolo del lavoratore. Questo implica un lavoro di allineamento dei registri, di coordinamento con enti formatori autorizzati e di aggiornamento delle procedure interne, per garantire che ogni lavoratore sia effettivamente abilitato alle mansioni svolte.
Infine, sul piano tecnico-organizzativo (oltre a prevedere una modifica in ambito di valutazione dei rischi per i cd. “lavori in quota”) il Decreto dedica un importante capitolo agli “appalti”, rafforzando gli obblighi di verifica del Committente e delle imprese affidatarie ed imponendo maggiore attenzione nella scelta delle imprese subappaltatrici, nella gestione del DUVRI e nel coordinamento dei lavori. L’obiettivo è sempre quello di rendere la filiera più “organizzata”, puntuale e trasparente, anche nell’ottica della riduzione di spazi di responsabilità “indirette” in capo al Committente.